domenica 29 novembre 2009

SI APRE UN VARCO AL PORTO DI MONTEBELLO JONICO

Montebello Jonico – Finalmente sarà aperto un varco al porto di Montebello per garantire la vivificazione dell’area rimasta “chiusa” per diversi anni all’interno di quel piccolo specchio d’acqua.

Un cospicuo finanziamento della Provincia permetterà l’inizio dei lavori domani mattina nell’area interessata.

Ruspe, camion e macchine specializzate in questi tipi di lavori inizieranno ad aprire un canale in quel tratto di spiaggia costituito a poco a poco nel tempo e tale da ostruire il ricambio dell’acqua e il transito delle imbarcazioni.

Cinquanta metri di lunghezza per quattro di profondità.
Queste le dimensioni del varco che sarà costruito al fine di garantire la vivificazione dell’acqua così come riportato nella lettera di autorizzazione all’occupazione delle aree a firma del sindaco Nino Guarna.
Il responsabile del settore lavori pubblici del Comune di Montebello Giovanni Billari ed il sindaco hanno evidenziato l’importanza di quest’opera che darà la possibilità non solo di evitare problemi igienico-sanitario ma anche di ripristinare in parte l’attività del porto relativamente al transito delle piccole imbarcazioni garantendo così anche agli operatori del settore ittico.

Sarà la ditta Silgeo S.r.l. a portare a termine i lavori restituendo a quella struttura una nuova dimensione se pur lontana da quella di un porto reale.

Tra l’altro la ditta Diano si è detta disponibile ad effettuare a titolo gratuito gli eventuali lavori di manutenzione che serviranno per garantire efficiente il varco nel periodo invernale quando le condizioni atmosferiche saranno avverse.

Una sinergia che porta a migliorare una parte della struttura portuale del paese delle “tre ex” (ex liquichimica, ex Ogr ed ex porto) mentre si attendono interventi maggiori e tali da garantire una efficiente funzionalità di tutto il porto che potrebbe essere turistico e capace di collegare la Sicilia, la Grecia e altre località con la Calabria.

Soddisfatti sono già i cittadini e gli operatori del settore ittico per la notizia circolata ufficiosamente nei giorni scorsi perché si tratta di un intervento atteso con grande interesse, promotore di azioni future volte a migliorare quel pezzo di mare ormai denigrato da tempo dalle vicissitudini legate ad una struttura che non c’è.

Un porto fantasma, lasciato abbandonato al tempo e a sé stesso da anni. Un porto lontano dalla capacità di servire il territorio a causa dell’insabbiamento e successivamente del suo stesso crollo.

Ma in ogni caso si spera, con un po’ di ottimismo, che i tempi futuri possano dare risposte concrete ai tanti che aspettano anche da questa struttura un input per innescare attività economiche.

Un volano potenziale, quindi che ha bisogno di finanziamenti per decollare. Il primo attraverso la sensibilità della Provincia è arrivato e proprio su questa strada si deve proseguire perché si possano contare risultati positivi da interventi non più lasciati a sé stessi e alla contingenza bensì pensati per una nuova strutturazione dei beni considerati volani e motori dello sviluppo.

Soddisfazione è stata espressa dal sindaco Guarna verso la Provincia per l’attenzione dimostrata verso territorio montebellese così come verso il nuovo comandante della Capitaneria di Porto di Reggio Calabria, Vincenzo De Luca che si è recato nell’area portuale di Montebello dimostrando grande disponibilità per il territorio.

Vincenzo Malacrinò

pubblicato su "il Quotidiano della Calabria"

CONSIGLIO COMUNALE DEL 26 NOVEMBRE 2009

Montebello Jonico – Consiglio comunale in via Portovegno, dove la maggioranza ha approvato l’assestamento di bilancio di previsione con il voto contrario della minoranza.

Un consiglio pacato ma con delle prese di posizione nette.
Il “no” della minoranza è stato dettato dall’eliminazione dal programma delle opere pubbliche della ristrutturazione della biblioteca comunale da realizzarsi a Fossato con la donazione di Peter Mozzino, fossatese emigrato in america e da sempre attaccato al suo paese fino al punto di lasciare 250.000 euro da destinare alla cultura.

Il responsabile dell’Ufficio ragioneria Giuseppe Ceravolo ha spiegato che tale azione è motivata da un richiamo da parte della Corte dei Conti. Loris Maria Nisi nel suo intervento ha precisato che in ogni caso bisognava fare in modo che l’opera rimanesse nell’elenco delle opere perché il contenzioso dinanzi alla Corte Federale americana era già stato risolto.
L’assenza della disponibilità della struttura per come dovrebbe, precisa Nisi, potrà causare solo problemi nella realizzazione del progetto definitivo.

Ma se Nisi è preoccupato da un lato il vicesindaco Carmelo Romeo precisa che si tratta solo di una azione temporanea messa in atto dal Comune per assolvere a delle direttive fermo restando l’interesse dell’amministrazione comunale ad andare avanti con il progetto.
E lo stesso sindaco Nino Guarna in ottica di continuità con la vecchia amministrazione non esita a voler designare il capogruppo dell’opposizione Giuseppe Cuzzucoli a recarsi in America nel caso servisse la presenza dell’amministrazione in quella sede così come del resto ha fatto nel passato.
Nonostante ciò Nisi insiste.
Continua ad affermare che facendo così significa confermare l’impossibilità da parte dell’amministrazione a realizzare l’opera facendo presente che la fondazione americana dovrebbe essere sollecitata affinché mandi presto i 250.000 dollari lasciati dal sig. Mozzino.

Lo sforzo di Nisi nel proporre il reinserimento della ristrutturazione nel piano triennale è stato vano perché la maggioranza ha votato in modo contrario tutta compatta.

Altro punto è stato quello relativo alla commissione consiliare per la revisione dello statuto e dei regolamenti del consiglio comunale. Anche qui l’opposizione ha chiesto chiarimenti affermando che sicuramente ciò si sta sviluppando al fine di istituire la figura del presidente del consiglio.
Nino Guarna non ha avuto esitazioni nel dare conferma e d’altro canto sin dall’insediamento si era proprio parlato di questo. Così la minoranza vota contro mentre la maggioranza si esprime a favore.

Sono stati individuati, i componenti della commissione e nello specifico Vincenzo Spizzica e Carmelo Romeo per la maggioranza mentre Giuseppe Cuzzucoli per l’opposizione.

Concordi invece maggioranza ed opposizione sul primo punto relativo alla modifica del programma triennale delle opere pubbliche. Su questo, tutti hanno votato a favore.

Vincenzo Malacrinò

pubblicato su "il Quotidiano della Calabria"

NISI INTERROGA GUARNA SULLA CENTRALA A CARBONE

Montebello Jonico – Interpellanza al sindaco Nino Guarna da parte dell’ex primo cittadino Lorisi Maria Nisi, nonché attuale consigliere di minoranza, sulla questione della centrale a carbone che dovrebbe sorgere a Saline.

La lunga battaglia dell’amministrazione Nisi per il “no” al carbone, le manifestazioni delle associazioni, il diniego da parte dei cittadini e ogni altro tipo di manifestazione avevano incalzato la strada della totale chiusura ad un progetto legato al carbone, facendo così scendere in piazza la Regione e la provincia per portare il “no” sul tavolo romano presso i diversi ministeri.

Adesso ancora una volta Loris Maria Nisi scende in campo per chiedere chiarimenti al sindaco Guarna in merito specificando che in data 03.09.2009, aveva “richiesto di sapere se il Comune aveva o meno intenzione di trasmettere le integrazioni progettuali fornite dalla SEI S.p.a., su richiesta della Commissione VIA, all'esperto nominato, Prof. Piccione (o ad altro designato) affinchè fosse valutata l'opportunità di presentare ulteriori osservazioni, entro il termine assegnato”

Nisi specifica a Guanra che “tale termine appare già decorso, senza che il Comune abbia, in alcun modo, trasmesso gli atti ad un esperto affinchè potesse fornire le proprie valutazioni in merito - ed ancora che la SEI S.P.A. ha, inoltre, presentato ricorso al T.A.R. Calabria, Sezione Staccata di Reggio Calabria, avverso la delibera della G.R. negante l'assenso”.

Le preoccupazioni di Nisi sono d’altro canto quelle dei cittadini che in questo ultimo periodo affermano di non avere una sufficiente informazione sulla centrale.

Dopo i comitati, le manifestazioni e le polemiche, nonostante le gigantografie elettorali di Guarna dove c’era scritto “no al carbone” l’opinione pubblica oggi è ancora divisa tra coloro che pensano l’amministrazione “contraria” o “possibilista” alla costruzione dell’opera.

Questo anche in relazione all’assenza del tema “centrale a carbone” nella presentazione delle linee programmatiche nel consiglio di agosto quando poi la minoranza ha presentato degli emendamenti contrari e poi approvati all’unanimità.

Nisi, nella sua interpellanza bacchetta l’amministrazione evidenziando le scadenze e l’impossibilità di poter agire in tempo verso il “blocco” della colossale opera.

Non ultima la costituzione davanti al TAR del Lazio dove “la Società ricorrente, in ottemperanza alle modifiche legislative, ha riassunto il giudizio, notificando l'atto a tutti i soggetti controinteressati, tra i quali vi era (vi è ) il Comune di Montebello Ionico, già costituito in quel giudizio”.

È necessario, quindi, che il Comune si costituisca urgentemente innanzi al TAR del Lazio, specifica Loris Maria Nisi per non restare tagliati fuori e quindi costretti a guardare l’andamento e lo sviluppo futuro del complesso progetto.

Questa preoccupazione motivata, così come si legge nella interpellanza dal fatto che “ad oggi, non risulta vi sia stato conferimento di incarico al legale nominato o ad altro individuato dall'Amministrazione affinchè si costituisca nel riassunto giudizio innanzi al TAR Lazio”.

Al sindaco Guarna , Nisi chiede di voler comunicare se intende o meno conferire incarico al legale incaricato o ad altro da individuare affinchè al TAR Lazio difenda i cittadini di Montebello dall’eventuale costruzione della centrale a carbone.

Vincenzo Malacrinò

pubblicato su "il Quotidiano della Calabria"

L'EOLICO ANCHE A MONTEBELLO


Montebello Jonico – Domani a Catanzaro si svolgerà la conferenza dei servizi relativa al campo eolico che dovrebbe sorgere presso la località S. Antonio. Si tratta di un importante progetto ereditato dalla giunta Nisi e che potrebbe dare al territorio dei significativi riflessi positivi.

Nino Guarna, così come aveva promesso in campagna elettorale, sta portando aventi anche i progetti avviati dalla precedente amministrazione.

Di fatto nei prossimi giorni e precisamente giovedì si firmerà per un altro importante progetto: la metanizzazione del comune. Con questa sigla sembrerebbe che si potrà dare l’avvio al tanto atteso inizio dei lavori.


Vincenzo Malacrinò
pubblicato su "il Quotidiano della Calabria"

FIRMATA LA CONVENZIONE COMUNE - UNIVERSITA'

Montebello Jonico – E’ stato firmato ieri a Reggio Calabria presso il Dimet (Dipartimento di informatica, matematica, elettronica e trasporti) la convenzione quadro tra il Comune di Montebello e la Facoltà di Ingegneria sulle attività di studio, ricerca e consulenza nell’ambito dei settori dell’energia dei trasporti e della protezione delle coste.

A dare notizia è lo stesso sindaco del Comune Nino Guarna il quale ha affermato che ciò rappresenta per l’amministrazione un traguardo in quanto, avere il supporto dell’Università su temi così importanti significa dare all’Ente una nuova prospettiva verso la pianificazione e la progettazione.

E di fatto l’Università dovrà dare il suo contributo ed il suo parere sui temi forti dell’energia e nello specifico sulla centrale a carbone che come specificato da Guarna, “l’amministrazione già si è schierata per il “no” adesso però è necessario avere riferimenti scientifici per poter continuare su questa strada”.

E proprio su questo tema il sindaco di Montebello anticipa che in merito alla questione centrale a carbone, presto il Comune si costituirà al Tar del Lazio per continuare quanto intrapreso nel passato.

L’intenzione del Comune è quella di costituire delle vere e proprie commissioni che lavorino sulla base delle competenze perché diano all’Ente la possibilità di lavorare in modo migliore.

All’Università presso la facoltà di Ingegneria, ieri per la firma c’era il Sindaco Guarna, la giunta, il professore Antonio Iera e diversi collaboratori dell’Università.
Un momento importante, dal quale si attendono risposte.

Vincenzo Malacrinò



pubblicato su "il Quotidiano della Calabria"

CONVENZIONE COMUNE - UNIVERSITA'

Montebello Jonico – Verrà firmato stamattina a Reggio Calabria presso il Dimet (Dipartimento di informatica, matematica, elettronica e trasporti) la convenzione quadro tra il Comune di Montebello e la Facoltà di Ingegneria per definire le attività di studio, ricerca e consulenza nell’ambito dei settori dell’energia dei trasporti e della protezione delle coste.
Si tratta di una collaborazione finalizzata a migliorare le potenzialità del territorio comunale incluso la gestione di progetti strategici di particolare rilievo per l’Area.
La convenzione evidenzia la responsabilità ed il ruolo l’Università di Reggio sul futuro di Montebello dal momento che anche dagli orientamenti del mondo accademico avranno peso sulle scelte di programmazione e di pianificazione.
Il sindaco di Montebello Nino Guarna e l’ingegnere Antonio Iera firmeranno il documento per poi iniziare azioni sinergiche finalizzate alla tanto sperata crescita del territorio.
Il paese delle 3 ex (ex liquichimica, ex Ogr ed ex Porto) spera tanto in risvolti concreti e in azioni tali da cancellare il peso delle “ex” cariche di vecchie promesse e di passato. L’attuale programma messo in piedi in occasione della convenzione prevede anche borse di studio e tirocini per laureandi e laureati così come anche corsi, seminari. Una programma che si snoderà in cinque anni, ossia quanto la durata della convenzione.

Vincenzo Malacrinò
pubblicato su "il Quotidiano della Calabria"

DISCARICHE A CIELO APERTO DOVE GIOCANO I BAMBINI

Montebello Jonico – I cittadini chiamano la stampa per mostrare il degrado ambientale cui versa l’area prossima al campo sportivo di Saline.

A pochi metri da dove giocano i bambini c’è di tutto: eternit, copertoni, plastica, lavatrici, materassi e televisori.

Non mancano poi i sedili di autovetture, sedie in plastica, così come finestre, porte e quanto può rappresentare un ingombro per chi se ne vuole disfare.

In quel pezzo di spazio, per diversi metri, c’è un vero e proprio arsenale.

Ciò che più agita i cittadini sono però gli eternit per gli elementi al suo interno presenti e tali da destare preoccupazione.

A pochi passi, infatti, giocano i bambini e proprio gli eternit, tra l’altro, sono rotti, spezzati in più parti e privi di qualsiasi protezione esterna tesa ad evitare che le microparticelle volino liberi nel cielo di Saline dove a margine si trova il campetto comunale.

Non si tratta di un piccolo cumulo di rifiuti ma di un vero e proprio gran deposito di materiali ingombranti.

La strada che costeggia superiormente il campo è carica su un lato di rifiuti per poi proseguire un po’ più avanti dove tutto si stringe ad un imbuto prossimo al corso fortemente ristretto di un torrente.

Anche laggiù in quella sorta di vuoto sono presenti rifiuti che a poco a poco vengono trascinati fino a mare inclusi i pezzi di eternit.

Si tratta di un angolo di Saline calpestato dalla presenza di questi rifiuti.

Là in mezzo, tra un materasso ed un altro, non mancano pezzi di mattoni, materiale di risulta e poi ancora pezzi di mobile, vetri di autovetture, scarpe, bottiglie, cartoni e così via.

Un po’ più avanti, proprio alle spalle del campetto, sotto la gradinata altri cumuli di rifiuti tengono compagnia ai tanti tifosi e purtroppo ai tanti bambini che si vanno ad allenare proprio in quell’area.

Anche in questo sito, a pochi passi dal primo, si rivive la stessa scena. La differenza sta solo nella maggiore vicinanza dei rifiuti nei riguardi di chi vive lo sport dentro il campo.

Di fatto, in questo lato, i materiali ingombranti sono in parte addossati al muro di cinta del campo mentre altri distano solo pochi metri dal ciglio di una stradina in terra battuta.

Anche qui si ritrova di tutto. Dai sedili ai mobili e dalle ferraglie ai contenitori per attrezzi elettrici.

Un vero e proprio scenario da cancellare dal Comune di Montebello perché denigra il territorio e tutti quei cittadini che mai avrebbero pensato di disfarsi dei propri materiali in un modo simile.

A Saline come a Masella si registra lo stesso problema e proprio in questo ultimo periodo sta generando non poche polemiche tra i cittadini che vogliono un ambiente pulito e sicuro.

E proprio i montebellesi chiedono all’amministrazione un urgente intervento perché si risolva il problema liberandolo, soprattutto dalla presenza degli eternit.

Il sindaco Nino Guarna afferma che vi è un finanziamento finalizzato alla soluzione del problema e che a breve dovrebbero iniziare i lavori di recupero dell’area così come dei torrenti obbligati a sopportare il peso di numerosi rifiuti sparsi ovunque. Così mentre si attende l’inizio dei lavori, si spera che sul territorio il cumulo dei rifiuti non crescano e soprattutto che gli stessi vengano eliminati al più presto.

Vincenzo Malacrinò
pubblicato su "il Quotidiano della Calabria"

IL COMUNE PARTECIPA AL BANDO DELLA DIFFERENZIATA

Montebello Jonico – Il Comune ha partecipato al bando della Regione Calabria – dipartimento Politiche dell’Ambiente, per l’assegnazione di contributi finanziari per la realizzazione o l’adeguamento di centri di raccolta a supporto della raccolta differenziata dei rifiuti urbani.

Il costo complessivo del progetto è di 170.000 euro mentre il finanziamento è pari al 90%.
Un elevato interesse, quindi da parte della Regione Calabria, volto ad incoraggiare gli Enti preposti a presentare istanze che vadano incontro alle tematiche ambientali e tra queste, quelle dei rifiuti risulta essere significativa.

Solo il 10% è quindi a carico del Comune mentre la restante parte viene elargita interamente dalla Regione Calabria.

Nel territorio comunale non vi è più il servizio porta a porta e di conseguenza diventa urgente pensare e progettare attività volte ad incoraggiare i cittadini ad orientarsi verso la differenziata.

Servirebbe però una attività di sensibilizzazione nei riguardi dell’utenza poiché spesso il mancato conferimento dei prodotti diversificati manca per l’assenza di una vera e propria formazione ma anche per la mancanza di strumenti idonei tali da spingere il cittadino a differenziare.

Non mancano casi, infatti, di cassonetti traboccanti e sacchetti contenenti bottiglie di plastica posti accanto al contenitore principale perché il servizio si raccolta non è efficiente.
Così come capita di vedere computer, televisori, pezzi di lavatrice, materassi e rifiuti di ogni genere permanere per giorni e giorni nello stesso luogo senza che mai nessuno li vada a ritirare.
È il caso di Masella, già segnalato nelle pagine di questo giornale dove quel tratto di strada si sta trasformando in una vera e propria discarica a cielo aperto.

Si tratta, quindi, di una ottima opportunità per il Comune e soprattutto per quella parte di cittadini che intendono orientarsi verso la differenziata.

E per un ottimo servizio basterebbero poche cose: sacchetti, contenitori, formazione delle famiglie e delle nuove generazioni e soprattutto efficienza nel recupero del rifiuto onde evitare che i cittadini vendendo sempre i contenitori tracollanti decidano di cambiare stile di vita.

Forse basterà poco per incoraggiare quanti vogliono dare una mano per un ambiente pulito.
Vincenzo Malacrinò

pubblicato su "il Quotidiano della Calabria"

L'AVVOCATO PANGALLO DIFFIDA IL COMUNE

Montebello Jonico – L’avvocato Sebastiano Pangallo, ha diffidato il Comune di Montebello per la mancata convocazione per la presa di servizio dopo che lo stesso era risultato vincitore del Concorso bandito dal Comune come Istruttore Direttivo – Settore Vigilanza.

La storia di Pangallo inizia quando nel 2007, la giunta comunale con l’allora sindaco Loris Maria Nisi, ha dato avvio alla procedura concorsuale per la copertura di un posto di categoria D, da assegnare al settore vigilanza.

Questa figura era prevista già nella programmazione del fabbisogno 2007-2009.

Così Sebastiano Pangallo, il 7 e l’8 gennaio 2009 partecipa alle prove scritte e l’11 maggio a quela orale.

Pangallo superate le prove si aggiudica al primo posto. Intanto il Comune richiede allo stesso la documentazione così come previsto dal regolamento. Era il 10 giugno del 2009.
L’avvocato Pangallo, non attende nemmeno i trenta giorni concessi dall’Ente per la consegna dei documenti tanto che con una lettera datata 29 giugno trasmette in via Portovegno quanto richiesto.

Intanto le elezioni comunali avevano portato a nuovo sindaco Nino Guarna.

Tra le pagine di questo giornale al nuovo sindaco era stato chiesto cosa intendeva fare in merito al concorso per Istruttore Direttivo e lo stesso affermava che Pangallo non solo avrebbe fatto il comandante dei vigili ma che allo stesso sarebbe stato affidato l’Ufficio Legale.

E sempre Guarna aveva affermato che Pangallo sarebbe stato convocato al più presto.

Fin qui tutto a posto. E Pangallo precisa di avere avuto contatti telefonici con il sindaco e che lo stesso gli aveva comunicato che sarebbe stato convocato al più presto.

Intanto mentre Pangallo attende il tempo passa e da Luglio si è giunti ad ottobre. In tutto questo tempo dal Comune non giunge nessuna comunicazione al potenziale dipendente.

Pangallo non sopporta questo silenzio tanto che il 10 ottobre scrive al sindaco precisando, nella sua missiva, di essere ancora in attesa della convocazione per la sottoscrizione del contratto e specifica che riveste “la qualità di titolare di un vero e proprio diritto soggettivo all’assunzione, essendo l’iter concorsuale giunto a conclusione con la produzione dei documenti richiesti”.

E già dal 10 ottobre Pangallo puntualizza i toni con l’amministrazione comunale specificando che “perdurando l’inerzia, mi troverò costretto a rivolgermi all’autorità giudiziaria non esclusa quella penale e contabile”.

Toni forti e distanti dalle pacate telefonate di cortesia. Ma ciononostante dal Comune ancora una volta nessuna comunicazione. Così Pangallo, passa dalla semplice lettera ad un atto di diffida e messa in mora. Un atto duro nei confronti del Comune al quale ribadisce ancora una volta di essere stato vincitore di un concorso pubblico e che lo stesso Ente lo deve ufficialmente convocarlo per la sottoscrizione per la presa di servizio.

Così Pangallo intima i responsabili ad adottare il provvedimento finale precisando “con diffida che in caso di inottemperanza delle richieste, entro il termine di 30 giorni, sarà intrapresa azione giudiziaria dinanzi alla magistratura competente”.

I trenta giorni stanno per scadere ma ancora, a detta di Pangallo, il Comune non si è fatto sentire.
Vincenzo Malacrinò

pubblicato su "il Quotidiano della Calabria"

LA PRO-LOCO ESPRIME SOLIDARIETA' A GIAMPILIERI

Montebello Jonico – Il presidente della Pro - Loco di Saline, Mimmo Romeo, ha consegnato al sindaco di Messina Giuseppe Buzzanca un assegno di mille euro da devolvere a favore degli alluvionati di Giampilieri.

La cifra è stata raccolta nell’ambito di una gara dimostrativa di tiro con l’arco a cui hanno partecipato numerosi giovani. Una iniziativa voluta fortemente da Romeo e realizzata con finalità benefica.

Nei giorni scorsi, una delegazione della Pro –Loco ha varcato lo stretto per dimostrare ai cittadini di Giampilieri che Montebello, la Calabria e soprattutto il calore umano di ogni abitante è vicino ai cittadini colpiti dall’alluvione.

A Messina, presso il Palazzo Zanca, ad attendere il presidente della Pro-Loco e i delegati c’era il primo cittadino Giuseppe Buzzanca, Pinella Aliberti, Assessore alle Politiche sociali ed il campione messinese di ciclismo della Liquigas Vincenzo Nibali.

Con il presidente Romeo in rappresentanza della Pro Loco di Saline c’erano il dott. Nino Minniti e Pasquale Praticò.

Emozione in quella sala, dove è stato consegnato il “mega assegno” al sindaco il quale favorevolmente colpito per l’iniziativa ha voluto consegnare alla Pro-Loco una targa affermando che il gesto trasferisce ai messinesi il calore di una terra che sa donare con il cuore solidarietà.

E di fatto Romeo e la Pro – Loco si sono interessati in maniera diretta per il raggiungimento dell’obiettivo, trasferendo in molti il desiderio di partecipare ad una iniziativa che andava a favore di chi aveva perso tutto.

La gara di tiro con l’arco è stata una vera e propria gara di solidarietà dove le frecce puntavano non solo il bersaglio ma anche il desiderio di diffondere e di centrare la solidarietà.

Di fatto l’azione è pienamente riuscita registrando, così, un successo sportivo da un lato e un successo sociale dall’altro.

Il risultato di questa iniziativa ha suscitato nei rappresentanti del Comune di Messina compiacimento per aver avuto dalla Calabria una attestazione umana e soprattutto l’attenzione di chi conosce il significato dell’emergenza, essendo stata Reggio assieme a Messina vittima del terremoto e avendo registrato anche in Calabria fenomeni alluvionali fortemente disastrosi per le popolazioni.

Il presidente Mimmo Romeo ha affermato che “il popolo di Saline, il popolo del Comune di Montebello Jonico, ha dato prova di saper essere con il cuore aperto alla necessità, dimostrando vicinanza e affetto a chi come gli abitanti di Giampilieri sono in attesa di ritornare alla normalità”.
Tante le iniziative portate avanti dalla Pro-Loco e proprio per questo recentemente Giuseppe Denaro, del Coni di Reggio, ha conferito a Mimmo Romeo un attestato di encomio per l’attività svolta dall’associazione.

Questa di Giampilieri rappresenta un altro tassello di solidarietà che si aggiunge alle iniziative benefiche della Pro – Loco come quella che ha visto partire da Saline di Montebello un carico umanitario verso il Comune di Pizzoli quale gesto di solidarietà nei riguardi dei senzatetto.

Vincenzo Malacrinò

pubblicato su "il Quotidiano della Calabria"

SUOR ELISA NEL CINQUANTESIMO ANNIVERSARIO DI VITA RELIGIOSA

Montebello Jonico – Grande festa a Montebello per il cincinquantesimo anniversario di vita consacrata di Suor Elisa Sclapari, prima suora dell’Ordine delle Salesiane Oblate del Sacro Cuore che nel 1985 iniziò l’importante cammino delle missioni all’estero.

Nella Chiesa dell’Isodia (Presentazione) di Montebello, paese che ha dato i natali a suor Elisa si sono ritrovati in molti per partecipare alla liturgia Eucaristica presieduta da don Carmelo Perrello e concelebrata da don Demetrio Sarica, rettore del Seminario di Reggio Calabria.

Suor Maria Rocchi, superiora provinciale delle suore fondate da Mons. Giuseppe Cognata, vescovo di Bova, ha affermato che l’oblazione rappresenta la donazione totale dell’uomo a Cristo senza limiti e senza confini. E suor Elisa nel dire “sì” ha abbracciato la vita come dono per dare ai più deboli la speranza della vita, così come precisato da don Carmelo nel suo saluto.

Parole forti evidenziate anche da don Demetrio nell’omelia dove ha ripercorso il senso della vita consacrata e di chi l’ha radicata nel cuore di Cristo vera luce e vero riferimento del mondo.
Presenti oltre alle comunità parrocchiali, le suore boliviane, le suore di Pellaro, di Saline, di Lazzaro, di Montebello e di altri luoghi.

Singolare la testimonianza di suor Elisa. “Ho imparato che il Vangelo non si deve solo leggere agli altri ma gli altri lo devono leggere nella nostra vita”.
Parole profonde così come quelle pronunciate quando ha chiesto ai presenti di pregare per la sua fragile vista affermando che se alla Bolivia ha donato il cuore, facendo la volontà di Dio sarà felice di donare anche la vista.

Suor Elisa, missionaria della concretezza, quando è arrivata a Cochabamba trovò una condizione indescrivibile.

Comprendendo che bisognava partire dai piccoli ha fondato un asilo, poi una scuola elementare, poi una scuola media fino ad orientare i ragazzi all’università.

Ha fatto portare l’acqua e la luce nelle case, ha insegnato la via del bene e soprattutto ha testimoniato e testimonia il Vangelo con la propria vita.

Da sola non sarei stata capace di far nulla, ha detto suor Elisa, è Dio che ha operato e che opera in me grandi meraviglie.

Il desiderio di suor Elisa è uno: “lodare Dio ogni giorno e fare del bene a tutti”.

Per l’occasione è stato inaugurato il coro interparrocchiale “don Pietro Polimeni” in memoria del giovane parroco in missione a Montebello e a Masella che ha lasciato questa terra qualche anno fa.

Un coro nato da un’idea e voluto da don Carmelo Perrello e da don Liberatus Kadio, parroco di Masella.

L’immediata past president del Kiwanis, Francesca Pizzi che nel portare i saluti del presidente Gianni Canale ha consegnato alla suora un assegno per l’adozione di un’aula di studenti.

La comunità di Montebello ha adottato una classe che verrà chiamata “aula don Pietro Polimeni” e un salone che verrà chiamato “salon Montebello Jonico”.

Suor Elisa ha ringraziato tutti ricordandosi della sua catechista Mela Maresca presente alla celebrazione.

Dopo la Messa è stata presentata la vita di suor Elisa e successivamente nel salone don Rosario Caratozzolo è stato preparato un momento di festa.
Vincenzo Malacrinò
pubblicato su "il Quotidiano della Calabria" e su "l'Avvenire di Calabria"

FESTA DEI CADUTI A MONTEBELLO

Montebello Jonico – Quattro novembre, giorno del ricordo e della memoria di quanti hanno donato la propria vita al servizio della patria al fine di regalare ai posteri un futuro migliore.

Negli anni tristi del passato tanti giovani montebellesi, hanno detto “sì” alla chiamata alle armi nella consapevolezza che forse non sarebbero più tornati indietro.

Giovani di venti e di trenta anni. Giovani padri di famiglia che hanno dato il bacio ai propri piccoli con il pensiero fisso a quella strada che forse non avrebbero mai più rivisto.

E, purtroppo, così è stato per molti. Tanti genitori sono rimasti privi dei propri figli e tanti figli privi di quel padre che non hanno nemmeno conosciuto.

In terre straniere questi valorosi giovani hanno lasciato sé stessi servendo la patria, una patria che poi li avrebbe ricordati con slancio e orgoglio.

Una nazione che, grata, proprio a quelle vite avrebbe ricordato a tutti e in forma solenne che quel sacrificio non è stato vano.

Ma oggi, tra i giovani, forse, in tanti sconoscono le motivazioni di quelle partenze ed il perché di quelle morti. In tanti non conoscono nemmeno il perché di questa data e così il quattro novembre, in alcuni casi, si è ridotto come il giorno della deposizione di una corona di alloro.

Ma non è così dappertutto. Nelle grandi città presidenti e sindaci con fasce tricolori, accompagnati da uomini delle forze dell’ordine, in modo solenne, con inni e squilli di trombe, pongono il segno del ricordo ai piedi di uno storico monumento.

Ma non sempre accade tutto ciò. A Montebello Jonico, i caduti sono stati anch’essi ricordati dagli amministratori con la corona fregiata dal nastro tricolore.

Purtroppo mancavano le forze dell’ordine che, secondo voci di corridoio, sono stati invitati all’ultimo minuto, nella stessa mattinata di giorno quattro e quindi impossibilitati a partecipare nel giusto modo all’importante manifestazione.

Ma non mancavano solo loro. Qualche parroco, afferma di non essere stato informato del programma dell’iniziativa. Così nessuna benedizione e nessuna preghiera davanti ai monumenti.
Forse questi importanti momenti andrebbero organizzati nel dettaglio e in sinergia con le parrocchie e con le forse dell’ordine.

Ed invece si è trattata di una manifestazione silenziosa e scarsa di partecipazione. A Montebello centro, nel passato, ogni anno, lo storico e valoroso ex combattente Domenico Ligato, conscio delle sofferenze della guerra, dallo stesso vissuta in prima persona e consapevole della fortuna avuta perché ritornato a casa, usava dedicare ai caduti “il silenzio” usando un vecchio registratore.

Un modo perché quei morti non venissero dimenticati e soprattutto un modo per dire ai Montebellesi che quelle vite rappresentano ancora oggi un pilastro importante della storia.
Da ex soldato, Ligato usava portare con sé una tromba e pur non avendo mai studiato musica dedicava ai suoi amici caduti poche note.

E poi non mancava il tradizionale suo discorso. Poche parole, colme di emozioni ma capaci di trasmettere a tutti l’amore per la patria ed il rispetto per i caduti. Là accanto a lui, ogni anno c’erano sempre i carabinieri che portano sempre alto il nome della bandiera italiana.

Vincenzo Malacrinò

lunedì 2 novembre 2009

NATUZZA E' SALITA AL CIELO NEL GIORNO DI TUTTI I SANTI

Il cordoglio dei giornalisti dell’Ucsi Calabria per la scomparsa della mistica di Paravati.

Natuzza ci lascia una grande eredità

E’ morta Fortunata Evolo, al secolo Natuzza.
“E il dolore è grande per tutti noi – commenta il presidente dell’Ucsi Calabria, Carlo Parisi, dopo aver appreso la notizia della scomparsa della mistica – pur nella consapevolezza che Natuzza ci lascia in dono una preziosa eredità: quella fede incrollabile in Dio e nella Madonna, di cui è stata umile testimone per tutta la vita”.

Un’umiltà vera, ma piena di forza che ha saputo dare conforto a migliaia di persone e che “ho avuto il privilegio di constatare personalmente – racconta Parisi – nei numerosi incontri avuti con Natuzza: posso testimoniare, come già hanno fatto e continuano a fare i suoi tanti figli sparsi nel mondo, che nella semplicità dei suoi gesti e delle sue parole si è sempre palesata una risposta. O meglio la risposta che ognuno cercava, rivolgendosi a lei”.

Alla mistica di Paravati, scomparsa all’età di 85 anni, lo stesso Parisi aveva consegnato ad honorem la tessera numero 1 dell’Unione Stampa Cattolica della Calabria il 7 giugno del 2008, alla presenza degli arcivescovi Salvatore Nunnari e Luigi Renzo, conferendole anche un Premio, l’Affabulatore d’oro, “per le sue straordinarie doti di comunicatrice di verità”.

Una scelta non casuale, quella della sede della Fondazione Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle anime di Paravati, la Fondazione di Natuzza, per ospitare l’occasione che ha segnato la ripresa del cammino dell’Ucsi Calabria, dopo oltre 10 anni di assenza.

Così come non è casuale la volontà di intitolare a Natuzza Evolo la stessa sezione calabrese dell’Unione Stampa Cattolica.

All’immenso cordoglio per la scomparsa di Natuzza partecipano, naturalmente, tutti i giornalisti calabresi dell’Ucsi, che si stringono attorno a padre Michele Cordiano, vicepresidente dell’Ucsi Calabria e padre spirituale della mistica, alla famiglia ed a tutta la comunità della Fondazione di Paravati, guidata da don Pasquale Barone.

“Ora sta a noi – conclude Parisi – completare il progetto di Natuzza per la realizzazione di quella grande casa per alleviare le necessità di giovani, anziani, e di quanti altri si troveranno nel bisogno, e una grande chiesa che si chiamerà Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime”.
Un progetto affidato in sogno dalla Madonna a Natuzza nel lontano 1944, che sta diventando, pian piano, realtà, ma che necessita ancora del contributo di tutti.

mercoledì 28 ottobre 2009

GARA DI SOLIDARIETA' CON L'ARCO

Montebello Jonico – Tirare con l’arco per lanciare lontano il profondo messaggio della solidarietà capace di unire chi si trova lontano nel tempo e nello spazio.
Questo l’obiettivo del presidente della Pro-Loco di Saline Mimmo Romeo il quale ha organizzato una gara dimostrativa di tiro con l’arco.

L’evento, realizzato con il patrocinio del Comune di Montebello ed in collaborazione con l’associazione sportiva dilettantistica “Sirio arco club” di Reggio Calabria ha avuto una sola parola d’ordine “attenzione verso chi vive condizioni di particolare disaggio” e nello specifico lo sguardo è stato rivolto oltre lo stretto e precisamente a Giampilieri, il luogo devastato dall’alluvione in provincia di Messina.

“Siamo convinti, ha precisato Romeo, che la solidarietà rappresenta il motore della vicinanza tra i popoli e che solo attraverso gesti solidali si riesce a trasferire a chi si trova in condizioni di bisogno i sentimenti di affetto e di stima”.

E non è la prima volta che il presidente della Pro – loco si mobilita nei riguardi delle emergenze. Nei mesi scorsi, infatti, la Pro-Loco è partita alla volta di Pizzoli, uno dei comuni colpiti dal terremoto, con un carico di generi alimentari.

Così, il campo sportivo di Saline, si è trasformato in un campo di solidarietà.
La profondità dell’iniziativa vive dentro il tempo della sua stessa preparazione dal momento che ha interessato cittadini e sportivi, amanti del tiro con l’arco, in una sorta di coinvolgimento dentro l’iniziativa benefica.

Questo significa formare i tanti ragazzi all’attenzione verso l’altro e soprattutto verso la necessità.

I bambini, i più piccoli, presenti osservavano stupefatti il mega assegno del Monte dei Paschi di Siena del valore di mille euro che verrà presto consegnato a Giampilieri.

Già l’amministrazione comunale di Messina ha ringraziato la Pro-Loco per l’iniziativa e per l’attenzione dimostrata nei riguardi del Comune colpito dall’evento calamitoso.

Un grazie sentito a tutti i cittadini di Montebello, dunque, per aver dato prova di solidarietà in questo particolare momento.

Molti i presenti all’iniziativa che rappresenta la prima di questo genere nella storia montebellese. Mai infatti si erano svolte gare di tiro con l’arco e la motivazione che ha portato alla concretizzazione di questo evento la rende ancora maggiormente significativa.

Accanto al presidente della Pro – Loco l’assessore allo Sport del Comune di Montebello, Francesco Foti e il presidente dell’associazione sportiva reggina, Edoardo Farina.

Così mentre si tiravano le ultime frecce lo sguardo andava al di là del bersaglio. Rivolto verso il mare, giungeva alla vicina Messina per dire a voce alta “noi ci siamo”.

Vincenzo Malacrinò
pubblicato su "il Quotidiano della Calabria"

INCIDENTI SULLA SS.106

Montebello Jonico – Due incidenti, quattro feriti e una sola strada: la SS 106, nota ormai come la via della morte.
Intorno alle 18 di ieri sera a Riace c’era solo panico e spavento per il coinvolgimento di più autovetture in due distinti incidenti avvenuti a “pochi passi” l’uno dall’altro.

Nel primo caso una panda ed un furgone si sono schiantati l’uno contro l’altro. Nel secondo, invece sono stati coinvolti tre autovetture che circolavano in direzione Reggio – Taranto.

La prima mentre svoltava sulla sinistra è stata tamponata da una seconda e quest’ultima da un’altra ancora.

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Melito Porto Salvo diretti dal Capitano Onofrio Panebianco e la Polizia Stradale per i rilievi del caso.

I soggetti coinvolti nei sinistri, sono stati portati al pronto soccorso di Melito. Causa probabile dell’accaduto è stata la pioggia.

Vincenzo Malacrinò

pubblicato su "il Quotidiano della Calabria"

IL PD VINCE A MONTEBELLO

Montebello Jonico – “Si è trattata di una grande manifestazione democratica”.
Così Francesco Foti, segretario del Pd di Montebello, ha commentato i numeri che hanno sostenuto le primarie dove 610 persone si sono presentati alle urne per scegliere una persona.
Gli elettori hanno riscoperto il piacere di poter scegliere dal momento che il nuovo sistema elettorale impone i nomi.

“Siamo scesi al seggio per il piacere di votare una persona” ha precisato un simpatizzante del Pd.
E sono stati proprio tanti che hanno evidenziato questa grande libertà democratica: scegliere la persona e non votare un numero.
Si è trattato di un momento di confronto ma anche un banco di prova che ha visto diversi politici a confronto.

La lista nazionale Bersani Guccione '09, capeggiata dall’on. Giuseppe Bova ha avuto una netta preferenza con 282 voti. Quella capeggiata dall’on. Naccari Carlizzi “La Calabria con Bersani” che ha avuto 189 voti.

La lista di Franceschini 72 voti. La lista per Marino25 voti.

Per la lista regionale ha vinto sempre Bersani – Guccione ‘09. La lista “Liberiamo il Futuro con Pino Caminiti” ha avuto 182 voti. Il candidato era Domenico Barbaro di Saline.

La lista regionale “Bersani Guccione ‘09” ha avuto voti 292. La candidata era Francesca Ceravolo, di Fossato. Noi Democratici per la Calabria 53 voti; La Calabria con Bersani 72 voti.

“Questo risultato, commenta Foti, rappresenta l’affezione ad un partito che ha tanto da dare al territorio”.

Vincenzo Malacrinò



pubblicato su "il Quotidiano della Calabria"

TAVOLO TECNICO AL COMUNE SUL DISSESTO IDROGEOLOGICO

Montebello Jonico – Il tavolo tecnico sul dissesto idrogeologico, convocato presso la sede del Municipio di Montebello Jonico, non ha trovato presenti tutti gli invitati.

Il sindaco, infatti aveva chiamato all’appello la Regione, la Provincia e la Prefettura per discutere sull’importante tema del dissesto in un paese che ha aree rosse.

In ogni caso, in via Portovegno, l’incontro si è tenuto ugualmente al fine di sensibilizzare le altre istituzioni sulle problematiche ricadenti sul territorio montebellese.

Presenti il sindaco Nino Guarna, l’assessore ai lavori pubblici Oreste Barbaro il geologo Antonio Lanucara ed al geometra Domenico Crea.

Non sono rassicuranti i dati emersi nel corso della riunione dal momento che diverse zone presentano rischi elevati in tema dei dissesto idrogeologico.

In primo luogo si ricorda la frazione Masella, ed in particolare l’area su cui insiste l’attuale Chiesa dedicata ai Santi Cosma e Damiano. Struttura, questa costruita su pali proprio per i movimenti del suolo.

Ma non è solo questo il perno centrale su cui ruota il dissesto. Accanto alla Chiesa, il campetto, vede i gabbioni appesi e altre abitazioni lungo la via principale del paese sono a rischio.

C’è chi ha dovuto palificare e chi ha cercato di far da sé, costruendo rinforzi sul fronte principale dell’abitazione perché anno dopo anno, la stessa si sposta verso la strada.

Rimane alto il fenomeno delle frane lungo la provinciale e soprattutto nel tratto Montebello – Masella.

Diverse battaglie sono state portate avanti dai cittadini ma di fatto ad oggi nulla è stato modificato.

Il comune ha inviato le segnalazioni alle autorità competenti disponendo un piano di emergenza.
L’amministrazione provinciale di Reggio ha finanziato interventi 50 mila euro per il dissesto di Masella. Cifra che sembrerebbe esigua per risolvere i problemi.

A gennaio e febbraio scorso sono stati chiesti finanziamenti per circa 3 milioni di euro.
Per risolvere i problemi di dissesto sono stati chiesti 300 mila euro per la strada della borgata S. Pietro. 750 mila euro per la strada Lianò – Masella e 100 mila euro per la bonifica del torrente Calamaci.

Si tratta di temi forti da affrontare preventivamente e mai in emergenza poiché gli effetti ultimi dei fenomeni dissestanti sono ben noti. Il caso di Messina rappresenta in modo emblematico la cruda realtà che può toccare a chiunque.

Certamente bisogna vigilare prima che i problemi sorgano e non agire in tempi successivi quando, purtroppo si può solo tamponare. Diverse sono, infatti le abitazioni che sorgono in Montebello, sugli argini dei torrenti o in prossimità delle spiagge, ormai inesistenti. E proprio a Saline non mancano esempi di “pezzi” di case divorate dal mare o dell’acqua che batte in prossimità delle abitazioni.

Intanto al termine della riunione tenuta in via Portovegno è stato stilato un verbale che verrà trasmesso a tutti gli invitati sollecitando l’adeguata attenzione per quei fenomeni che silenziosamente camminano ancor più di quanto si possa immaginare.

Vincenzo Malacrinò


pubblicato su "il Quotidiano della Calabria"

INAUGURATA LA CASA NATALE DI SAN GAETANO CATANOSO

Chorio di San Lorenzo – E’ stata inaugurata ieri sera a Chorio di San Lorenzo la casa natale di San Gaetano Catanoso, il prete Santo, che servì la Chiesa soprattutto fra ultimi senza mai risparmiarsi, con l’umiltà di chi ha saputo essere modello si santità per la Chiesa di Dio.

Là, a Chorio, non c’era spazio in Chiesa, per la presenza dei tanti fedeli accorsi alla celebrazione presieduta da Mons. Vittorio Mondello, arcivescovo metropolita della diocesi , per esprimere la propria gratitudine a Dio per aver dato i natali in quel paese ad un prete diventato Santo.

Il Vescovo nell’omelia ha evidenziato la figura del sacerdote in occasione dell’anno sacerdotale, un anno che inizia nella zona pastorale di Melito in concomitanza con questo straordinario evento.

“Il sacerdote, ha affermato Mondello, non deve essere lasciato solo.
L’anno sacerdotale non è solo per i preti ma per tutta la comunità cristiana.
I sacerdoti Santi vanno osservati con occhi speciali.
Il Papa ci ha presentato il Curato d’Ars come modello da seguire in questo anno. Noi, qui abbiamo San Gaetano Catanoso, prete nato in questa terra”.

Molti i presenti. Tra i tanti il sindaco del Comune Pasquale Sapone, altri sindaci dell’area grecanica, il vice sindaco Floccari, l’assessore alla cultura Leonardo Crea, l’assessore Pannuti, i consiglieri Schimio, Mafrici, Spataro e Polimeni.
Presente anche l’artista Gerardo Sacco, il vice prefetto vicario, rappresentanti della Polizia, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e delle Guardie ecozoofile e il presidente della Comunità Montana Macheda.
Emozionante il taglio del nastro, momento in cui in sindaco Sapone ha voluto ringraziare i presenti ed in modo particolare chi più si è adoperato a far sì che si realizzasse l’evento.

Trovare la casa del Santo non è stato facile.
La commissione incaricata è riuscita a stabilire che quell’immobile era stato acquistato dal padre di San Gaetano cinque anni prima della sua nascita. Un evento “storico” dunque, così come definito dal primo cittadino Sapone.

La madre generale delle suore Veroniche del Volto Santo, fondate da Padre Catanoso, Tiziana Codello ha affermato che “ tutto ciò è un omaggio al Santo, grande sacerdote di Reggio” precisando che “San Gaetano è un altro Curato d’Ars”.

La piccola casa si presta alla meditazione. Gli ambienti recuperati anche grazie alla collaborazione del Consorzio di Bonifica ora sono luogo affidato alle suore e alla fondazione.

Sempre ieri è stato inaugurato anche l’auditorium, spazio dedicato ai giovani ai quali spetta il compito costruire il futuro.
Vincenzo Malacrinò
pubblicato su "il Quotidiano della Calabria"


GLI EFFETTI DOPO IL CONVEGNO SULLE NAVI DEI VELENI

Montebello Jonico – Il giorno dopo il convegno del Pd, sul delicato tema delle navi dei veleni, i cittadini di Montebello non fanno altro che parlare dei pericoli e della necessità impellente di seguire il consiglio del presidente del Consiglio Regionale Giuseppe Bova il quale affermava che bisogna costruire un vero e proprio movimento perché si conosca la verità.

E il convegno del Pd sembra essere entrato nel tessuto sociale di Montebello e non solo dal momento che all’iniziativa, che si è tenuta a Saline presso l’Agriturismo “le Agavi”, erano presenti diversi sindaci.

In prima linea i primi cittadini di Motta S. Giovanni, Paolo Laganà, di Roghudi Agostino Zavettieri, di Bova Andrea Casile ed ancora il delegato del sindaco del Comune di Melito Domenico Orlando e tanti altri.

Presenti ancora il capogruppo dell’opposizione Giuseppe Cuzzucoli, l’ex assessore all’ambiente Nino Cilea e gli ex sindaci Saverio Taverna e Nicola Briguglio.

Presente anche il consigliere di maggioranza Giampiero Benedetto e il segretario provinciale del Pd Giuseppe Strangio. Tra i gli altri, Nuccio Barillà di Legambiente e Beatrice Barillaro, presidente del WWF Calabria erano in prima fila per dare il proprio contributo all’iniziativa.

Loris Maria Nisi, ex sindaco di Montebello, ha moderato i lavori portando al tavolo dei relatori ottimi spunti per approfondimenti soprattutto quando ha ricordato che il nostro mare è stato considerato una pattumiera.

Un tavolo ricco di autorità se si considera la presenza delle alte istituzioni intervenute.

Nello specifico, il Presidente del Consiglio Regionale Giuseppe Bova, l’Assessore Regionale all’Ambiente Silvio Greco, il Sostituto Procuratore Generale della Corte di Appello di Reggio Calabria Francesco Neri e Francesco Foti, segretario comunale del Pd montebellese.

Foti nell’introdurre il tema ha affermato che è necessario sapere la verità. Si è dunque alla ricerca di certezze sconosciute e di elementi capaci di far luce sui tanti misteri che vivono attorno alle navi dei veleni.

Il folto pubblico presente è stato valido trainatore dell’iniziativa dal momento che da ieri un pò ovunque si parla del convegno di Saline e ancor più della necessità di cercare la verità trasferendo alla politica e alla magistratura tutta la solidarietà perché si vada avanti fino in fondo.

La gente sta dalla parte delle istituzioni. Con loro intendono sfondare il muro dell’omertà perché si entri nel vivo di quelle storie che hanno segnato il passato ed ora il presente.

Se nelle navi c’è veramente ciò che si sospetta gli effetti saranno ingenti sull’uomo e sull’ambiente.

Le testimonianze dell’Onorevole Giuseppe Bova, dell’Assessore Silvio Greco e del giudice Francesco Neri sono giunte veramente nel cuore e nella mente di tutti.

Si è trattato di un voler veramente ripercorrere la storia delle navi dei veleni per giungere poi fino ai giorni nostri.

“Grazie di esistere” ha detto il magistrato Neri all’Assessore all’ambiente Silvio Greco perché ad oggi, dal 1994 non era cambiato niente. Il giudice Neri ha precisato che “è criminale far finta che in Calabria non sia successo nulla”.

E di fatto il dramma che avvolge la Calabria è grande se si considera che il cerchio è molto largo. “Si tratta di uno scandalo internazionale” ha precisato Neri, e forse la Calabria è solo un pezzo del largo cerchio.

La notizia che ha fatto riflettere è la mancanza di analisi approfondite sui fusti di Cetraro nonostante ci sia una nave che costa agli italiani 44.000 euro al giorno.

Era questa la grande perplessità dell’Assessore Greco esternata persino al sottosegretario a Roma.

Di fatto non ci capisce perché non si vada avanti per effettuare velocemente i campionamenti del contenuto.

Forse perché questa parte dell’Italia, questo sud del sud viene considerato luogo in cui tutto è possibile far di tutto perché nessuno si lamenta o come ha detto Greco luogo in cui altri pensano che vivano cittadini di serie B.

Ed invece non è così, perché “la Calabria andrà avanti con tutti i mezzi e farà sentire all’Europa la propria voce”.

Una voce che deve alzare il tono così come affermato dall’Onorevole Bova perché sulla delicata questione delle navi dei veleni bisogna andare avanti fino in fondo perché la verità venga a galla. Non si può quindi accettare che la stessa viva nascosta nei fondali marini ma emerga con forza perché tutti sappiano.

Vincenzo Malacrinò
pubblicato su "il Quotidiano della Calabria"

SALINE, FUORI LA VERITA' SULLE NAVI DEI VELENI

Montebello Jonico – Verità, verità sulle navi dei veleni. Queste le parole forti pronunciate al convegno organizzato dal Pd montebellese dal titolo “Svuotiamo le stive”.

Parole tuonate nella sala come sassi nell’intento di trasferire questo grido di allarme allo Stato.
Molta è la preoccupazione e paura tra i cittadini a causa del “non sapere”.

All’incontro che si è svolto ieri a Saline hanno partecipato il Presidente del Consiglio Regionale Giuseppe Bova, l’Assessore Regionale all’Ambiente Silvio Greco e il Sostituto Procuratore Generale della Corte di Appello di Reggio Calabria Francesco Neri.

I montebellesi vogliono la verità, una verità che ormai si cerca in tutta la Calabria e a cui lo Stato deve dare una risposta.

Molti i sindaci presenti e tantissimi cittadini in prima linea per dire “no” al silenzio.
Presente anche Beatrice Barillaro del WWF e Nuccio Barillà di Legambiente.ed ancora, fra gli altri, Giuseppe Strangio, segretario provinciale del Pd.

I lavori sono stati moderati da Loris Maria Nisi, ex sindaco del Comune di Montebello, il quale ha portato un contributo ai lavori con collegamenti e approfondimenti.

Il segretario del Pd di Montebello Francesco Foti ha precisato che la verità deve venire a galla.
Verità; parola questa ripresa dall’assessore Regionale all’Ambiente Silvio Greco, il quale ha precisato che “tutti devono sapere” in modo chiaro e oggettivo.

In merito alla questione romana con il sottosegretario all’ambiente, l’assessore chiarisce di non aver litigato con nessuno ma di aver posto solo una domanda.
“Chiedevo di sapere perché ad oggi non si sa la composizione del carico dei fustoni presenti sott’acqua, visto che c’è una nave che costa agli italiani 44.000 euro al giorno, dotata di strumenti capaci di effettuare i campionamenti”.

Vogliamo sapere solo la verità, ha precisato Greco.

Il magistrato Francesco Neri, oltre a dimostrare una elevata bravura nel campo giuridico ha manifestato una grande sensibilità umana.
Nel corso del suo intervento non è mancata, infatti l’emozione nei riguardi del capitano Natale De Grazia a cui è stato dedicato un applauso e un momento di silenzio.

Una persona speciale il magistrato Neri, capace di raccontare la storia del passato e del presente con grande chiarezza.
Un giudice però a cui è stata tolta la scorta e la tutela. Neri, che aveva già indagato sulle navi dei veleni nei primi anni del 1990, ha precisato che è necessario fare luce perché si conosca la verità. Il magistrato ha fatto riferimento alle dichiarazioni del pentito precisando che le navi ci sono così come i fustoni. Molte le navi affondate in mare.
Il Sismi ne evidenziava 55 nel mediterraneo.
Dichiarazioni, quelle di Neri supportate da un volume della Commissione parlamentare d’inchiesta del 1999 sui rifiuti e le attività illecite.

Il presidente del Consiglio Regionale Bova non ha esitato ad esternare le sue preoccupazioni. Sulla vicenda delle navi, ha detto, è lo Stato che ha competenza in materia. “Ciò che mi preoccupa è il suo silenzio”.

A questo punto, “si corre il pericolo che non vengano fatti i campionamenti oppure che si facciano indagini campione e ci tranquillizzino”.

Il presidente, ha affermato che la Calabria non si ferma. “Si andrà avanti su tutti i fronti. Si deve costruire un movimento perché alzi la voce quando il silenzio impera”.

La questione, ha assicurato Bova, verrà portata a livello europeo perché al di là di tutto la verità viene prima di ogni cosa.

Vincenzo Malacrinò

pubblicato su "il Quotidiano della Calabria"

A MASELLA SI BRUCIA LA SPAZZATURA

Montebello Jonico – A Masella, paese dell’entroterra montebellese, i rifiuti solidi urbani, nell’area di raccolta sita prima dell’abitato, vengono bruciati.

I cittadini si lamentano.
Non sopportano questo degrado e per questo non hanno esitato a manifestare alla stampa il proprio dissenso nei riguardi di chi compie gesti del genere.

All’ingresso del paese scene di poco decoro accolgono quanti percorrono quella strada in salita e quanti salutano i paesini interni di Montebello, oltre alla sana aria, portano con sé anche l’immagine di uno scenario inaudito.

Cassonetti rivolti a terra, spazzatura sparsa in ogni direzione ed ancora cani e gatti là in mezzo in cerca di un pasto lauto.

Ma non è tutto.
I rifiuti solidi urbani, una volta colmi nei cassonetti vengono poi abbandonati a terra.
E lì c’è proprio di tutto.
Dai materassi, ai televisori, dalla plastica ispessita alle lamiere.

Poi durante la notte, così come affermano alcuni cittadini di Masella, qualcuno appicca fuoco.
Brucia, quindi la spazzatura, i cassonetti e quanto c’è là intorno.

Tutto inizia a fumare tanto che la mattina oltre al grigiore che sale verso l’alto si può “gustare” l’odore sgradevole degli oggetti ormai sbriciolati.

A quanto pare l’ordinanza sindacale del 4 agosto 2009 non è stata recepita come deterrente da chi usa fare simili gesti.

Il sindaco Nino Guarna, infatti, proprio in quell’ordinanza disciplinava il conferimento dei rifiuti nei centri di raccolta.
Veniva raccomandato ai cittadini di racchiudere gli oggetti dentro sacchetti di polietilene precisando ancora che devono essere posti all’interno dei cassonetti.

Venivano fissati anche degli orari ed ancora “qualora i cassonetti risultassero pieni o non funzionanti, l’utente dovrà evitare l’abbandono del rifiuto e ricercare nelle vicinanze un altro contenitore idoneo al conferimento”.

Inoltre, lavatrici, scaldacqua, televisori, materassi ed altro sono da conferire “tutti i martedì dopo le 21,00 vicino le postazioni della differenziata”.

Questo è solo parte di ciò che dice l’ordinanza ma a quanto pare il micro-inceneritore “fai da te” funziona meglio di ogni altra cosa.

I cittadini affermano di non avere la minima idea del perché accade questo. Affermano che sono all’oscuro di tutto a parte le fiamme che si intravedono di notte e la puzza che si sparge in tutte le direzioni spinta dal vento.

Alcuni abitanti si dicono preoccupati perché, affermano, “respirare la plastica non fa bene alla salute”.

Eppure nell’ordinanza venivano messe in evidenza anche le penalità a carico di chi viola le norme comportamentali nel conferimento dei rifiuti.

Le multe per i trasgressori andavano da 25 a 500 euro ferma restando la possibilità si applicare sanzioni fino a 93.000 euro.

Ma intanto ciò che rimane sono i cassonetti provati dal fuoco e i danni all’uomo e all’ambiente a causa delle sostanze tossiche che si probabilmente si sprigionano durante la combustione.
Queste, anche se piccole, certamente, non sono caramelle.

Vincenzo Malacrinò
pubblucato su "il Quotidiano della Calabria"

martedì 20 ottobre 2009

GIORNO 21 A SALINE, CONVEGNO ORGANIZZATO DAL PD SULLE NAVI DEI VELENI

"SVUOTIAMO LE STIVE" questo il titolo del Convegno che si terrà giorno 21 ottobre alle ore 17 presso l'agriturismo "le Agavi".

Interverranno:
l'on. Giuseppe Bova, presidente del Consiglio Regionale

l'Assessore Regionale all'Ambiente Silvio Greco
il Sostituto Procuratore Generale della Corte di Appello di Reggio Calabria Francesco Neri

TUTTI I CITTADINI SONO INVITATI A PARTECIAPRE A QUESTO IMPORTANTE EVENTO INCENTRATO SU UN TEMA DELICATO CHE INTERESSA TUTTI

CONVEGNO ORGANIZZATO DAL PD SULLE NAVI DEI VELENI.

Montebello Jonico – Le navi dei veleni destano molta preoccupazione tra la gente e nel mondo della politica montebellese il Pd si è dimostrato sensibile al problema attraverso un convegno che si svolgerà domani a Saline Joniche, alle ore 17 presso l’agriturismo le Agavi.

All’importante incontro dal titolo “Svuotiamo le stive” parteciperanno il Presidente del Consiglio Regionale Giuseppe Bova, l’Assessore Regionale all’Ambiente Silvio Greco e il Sostituto Procuratore Generale della Corte di Appello di Reggio Calabria Francesco Neri.

Un evento promosso dal Pd di Montebello coordinato dal segretario Francesco Foti per chiarire “dubbi e timori” e al contempo per capire “cosa Fare” così come riportato dal sottotitolo del manifesto.
Francesco Foti ha affermato che il partito, fortemente vicino alle paure dei cittadini e alla delicata vicenda intende sollecitare chi ha ruoli in materia perché niente venga gettato nel buio ma venga portato in auge per dare storia a questa indescrivibile storia.

Gli iscritti del partito di fatto si sono mobilitati nei giorni scorsi per cercare di organizzare l’incontro di domani al meglio e che vedrà tanti cittadini presenti attorno al tavolo della discussione per cercare di capire qualcosa in più su questo evento che ormai accerchia la Calabria.

Rabbia tra i montebellesi per il deturpamento dell’ambiente e per il disastro seminato là dove ancora non si conosce.

Tanta fiducia da parte della gente nei riguardi della magistratura e di chi collaborerà per svelare i tanti misteri.
A Monte bello Jonico, quindi, un incontro per chiarire quale è lo stato di questo inquietante fenomeno che non esclude luoghi e mari.

La preoccupazione, afferma, il segretario del Pd Francesco Foti, sta nel non sapere, o meglio nel vivere nel dubbio e nell’incertezza.

Di fatto questa tipologia di pericolo rappresenta una sorta di bomba ad orologeria e dal momento che non si ha una collocazione certa o una mappatura delle “carrette del mare” i cittadini vivono nel panico.

Qualche mamma si dice contenta di aver vietato ai propri figli il mare e altri invece si sentono preoccupati di aver mangiato pesce fresco d’estate pescato lungo la costa.

Forse c’è ora un eccessivo allarmismo ma l’incontro servirà anche a dare delucidazioni in merito ad un mistero ancora tutto da scoprire.

Vincenzo Malacrinò
pubblicato su "il Quotidiano della Calabria"
nella foto il segretario del Pd di Montebello Francesco Foti

CONSIGLIO COMUNALE PER DIRE "NO" ALLE NAVI DEI VELENI

Montebello Jonico – Consiglio comunale straordinario in via Portovegno ieri mattina per dire “no” ai disastri ambientali e ai pericoli derivanti dall’azione dissennata dell’uomo intento a spargere veleni.

La mozione d’ordine è stata approvata all’unanimità dai consiglieri. Nello specifico si chiede alle istituzioni calabresi un forte impegno al fine di avere risposte adeguate sulla significativa e orrenda vicenda delle “navi dei veleni”.

Le navi a perdere hanno reso alta l’attenzione e la preoccupazione di tutti i cittadini ormai intenti a chiedersi quanto queste situazioni abbiano inciso su fenomeni irreversibili legati alla salute umana.

Montebello unitamente all’Area Grecanica si è esposto in prima fila per cercare di fare la propria parte all’interno di una questione grande e complessa.

Il disastro ambientale di cui tanti si è parlato nei giorni scorsi e di cui tanto ancora si parla rappresenta una seria minaccia per il territorio ed ancor più per i cittadini.

I soli consigli comunali non possono cambi are lo stato generale delle cose ma servono per dare uno stimolo forte alle alte istituzioni e per andare sulla giusta direzione nella speranza che emergano nuovi scenari e soprattutto ci sia la possibilità di ripulire la Calabria.

Da qui la necessità dell’intervento da parte dello Stato centrale perché faccia luce sui mille fatti oscuri che non interessano solo il mare ama anche vaste aree del territorio calabrese.

La mozione letta in consiglio dal sindaco Nino Guarna evidenzia la necessità di far chiarezza sulle navi affondate. Si chiede il recupero e lo smaltimento dei veleni bonificando, così le aree interessate.

La mozione tendente a specificare la necessità di trovare la verità invita lo Stato a scendere in campo sul territorio mettendo a disposizione dei cittadini ogni servizio ed ogni sistema compresa la Nato, la Marina Minitare e le più sofisticate strumentazioni capaci di rilevare gli stati vulnerabili del territorio.

Guarna chiede maggiori controlli e azioni di bonifica sul territorio comunale là dove esistono discariche a cielo aperto avvisando che a breve chiederà un incontro con la prefettura per approfondire le tematiche ambientali.

I problemi ambientali che tanto preoccupano i cittadini non sono più argomenti a cui assistere solo in televisione ma fenomeni che interessano le popolazioni locali in modo diretto e che stanno suscitando parecchia preoccupazione.

Vincenzo Malacrinò

Pubblicato su "il Quotidiano della Calabria"

nella foto un momento dell'insediamento dell'amministrazione

TORNA IN SCENA IL PROBLEMA "VIABILITA"



Montebello Jonico – Il tema viabilità torna di scena. Santo Federico, rimarcando le condizioni critiche della provinciale S. Elia Montebello evidenzia la necessità di una svolta.

“Non è possibile assistere all’ordinaria amministrazione, precisa Federico, perché è inaudito attendere la caduta dei massi per poi eliminarli dall’asse viario, fermo restando il danno che possono causare ai fruitori”.

Di fatto le ultime piogge hanno riversato sulla provinciale una elevata quantità di sassi e massi. Per non parlare poi dei piccoli smottamenti e della fanghiglia che mette in serio pericolo le automobili.

“In altri posti del nostro territorio, precisa Federico, si stanziano fior di quattrini, ovvero milioni di euro per costruire delle arterie di collegamento.
Da noi, terra del sud del sud, niente di tutto ciò. Ancora una volta siamo ancorati ad una forma di schiavitù ai politici di turno nella speranza che forse alle prossime elezioni qualcosa si produca. Così vengono alimentate le promesse, i sogni e le garanzie di passaggio”.

Duro lo sfogo di Federico, ex consigliere comunale, il quale non usa mezzi termini del definire lo stato di abbandono delle aree dell’entroterra.

Di fatto se i centri montani si spopolano è proprio a causa dell’assenza di un vero e proprio asse viario degno di chiamarsi tale. Montebello, Fossato, Masella e tutti gli altri piccoli centri assistono ad un vero e proprio spopolamento.

Mancano i servizi, mancano le classi, i ragazzi si formano nelle pluriclassi e così via. Questo a causa di una vera e propria strada.

“I cittadini da sempre hanno chiesto la strada. Lo hanno fatto spesso attraverso gli organi di stampa.
Ad oggi, nessuno risponde. Anzi, rispondono i massi che a cadenza precisa cadono al suolo. Poi interviene la provincia, libera l’asse e si attende che ancora una volta ricadono per poi ripulire. Questo significa mantenere l’esistente. Significa fare ordinaria amministrazione. Ma non è questo di cui si ha bisogno. Certo il lavoro della Provincia è lodevole. Nessuno lo critica. Ma ciò che serve non sono i muretti e le curve allargate di qualche metro. Spendere denaro pubblico è una cosa seria”.

Così affonda Santo Federico da attento osservatore del territorio, sul tema della strada provinciale, precisando che “sarebbe auspicabile uno scorrimento veloce sul versante montano ma intanto sarebbe necessaria ed indispensabile una seria ed attenta programmazione al fine di eliminare di una serie di tornanti nella parte tra Tegani, Masella e Montebello, per diminuire di 4-5 km il percorso della provinciale”.

Di fatto questo è quanto da sempre hanno chiesto e chiedono i cittadini. Inascoltati nel tempo.

Terrorizzati per il pericolo di poter essere schiacciati da qualche masso, gli abitanti di Masella, Montebello e Fossato percorrono quei chilometri nella speranza di giungere sani e salvi a casa.

Là sotto passano anche gli studenti e proprio l’anno scorso hanno rischiato grosso a causa della caduta di un masso proprio davanti allo scuolabus in transito.

Santo Federico auspica che la Provincia prenda seri e veri accorgimenti, perché nessuno di chi ha responsabilità, domani possa dire “non lo sapevo”. Gli esempi tragici di Messina ci dicono tanto.

Fermo restando le alte professionalità della Provincia, afferma Federico, siamo disponibili a costruire un tavolo di concertazione per studiare meglio i problemi ed affrontarli in modo concreto e diretto.

Vincenzo Malacrinò

pubblicato su "il Quotidiano della Calabria"

INTERVISTA A SANTO FEDERICO

Montebello Jonico – Dopo 12 anni di amministrazione comunale, dal 97 al 2009, Santo Federico non si è più candidato. Una o tante motivazioni lo hanno indotto a fare un passo indietro ma non ad abbandonare il suo impegno civico nei riguardi del territorio.

Perché non si è candidato?
Dopo essere stato vice sindaco e assessore con l’allora sindaco Nicola Briguglio, assessore con il sindaco Loris Maria Nisi e consigliere di minoranza nell’ultima legislatura, mi sembrava fisiologico avanzare la candidatura a sindaco, cosa chiesta anche al mio partito. Non essendoci state le condizioni ho fatto un passo indietro.

Che condizioni mancavano?
Io ero consigliere di opposizione con l’allora sindaco Nisi. Non mi sembrava il caso di aggiungermi alla lista dal momento che per cinque anni occupavamo posizioni opposte.
Dopo le primarie, c’erano le condizioni per condividere un percorso politico comune perché entrambi del Pd. Di fatto, successivamente, avevo chiesto di fare un gruppo unico in consiglio. Cosa che mi è stata negata.

Perché avrebbe voluto fare il sindaco?
Penso di avere maturato esperienza concreta nel campo amministrativo. Ma non solo. Ho sempre militato nel partito e sono stato sempre presente sul territorio. Altri non hanno avuto tessere, se non in certe occasioni ma nonostante ciò questi ultimi hanno svolto ruoli.

Si riferisce a Nisi per caso?
Mi riferisco a tutti coloro che non hanno servito la politica in modo coerente.

In che modo ha servito ed è stato coerente con la politica?
Militando sempre nello stesso schieramento e facendo scelte importanti quando mi è stato chiesto.
Nel 2004, i DS e la Margherita, partito in cui militavo, chiesero le mie dimissioni da assessore dall’allora giunta Nisi per costruire uno schieramento di centro sinistra e nelle ultime elezioni mi è stato chiesto un passo indietro perché non ero un candidato condiviso all’interno del partito.

E Cuzzucoli era un candidato condiviso?
Secondo me no, considerato che qualche assessore e qualche tesserato del Pd si sono candidati con Guarna.

Come vede l’amministrazione Guarna?
Ancora è prematuro per esprimersi. E’ necessaria una forte presenza sul territorio e negli uffici comunali.

Lei come era presente sul territorio e negli uffici comunali?
Al di là della presenza fisica i miei telefoni erano sempre aperti.

Lei come avrebbe fatto il sindaco e a cosa avrebbe guardato con particolare interesse?
Il primo punto è la centrale a carbone per ribadire un “no” chiaro e secco a chi vuole ancora una volta danneggiare il nostro territorio e soprattutto i cittadini. Non abbiamo bisogno di altri veleni già ne abbiamo tanti in mare e in montagna. Almeno l’aria cerchiamo di lasciarla pulita.
La prima cosa che farei sarebbe quella di chiedere alla Regione i 50 milioni di Euro promessi per rilanciare il territorio. Inoltre modificherei lo strumento urbanistico comunale. Se il Comune lascia quell’area a vocazione industriale non ce la possiamo prendere con chi viene ad investire. Ad oggi c’è scritto che lì si può fare industria. Chi vuole attività eco-compatibili cambi lo strumento urbanistico.
Poi passerei allo sviluppo dell’entroterra, a quello del porto delle Ogr, potenziamento dei servizi e alla progettazione di una pedemontana alta.

Questi sono problemi vecchi. Come mai nel passato quanto anche lei amministratore non li avete affrontati nel giusto modo?
Personalmente ho fatto diverse lettere per richiamare l’attenzione delle alte istituzioni. È stata fatta una conferenza dove chiedevo la risoluzione dei problemi di sicurezza della provinciale e allo stesso tempo chiedevo lo sviluppo di una pedemontana alta da Bova superiore a Valanidi.
D’altra parte nella tirrenica si spendono milioni di euro per sistemare aree interne. Qui niente di tutto ciò. Evidentemente non abbiamo politici si spessore, capaci di rappresentarci fino in fondo. Qui ci si accontenta di mantenere solo l’esistente quando arriva l’emergenza.

Prevede un suo ritorno in politica?
Si vedrà. Ciò che mi interessa è stare vicino alla gente e non abbandonare il territorio.

Vincenzo Malacrinò
Pubblicato su "il Quotidiano della Calabria"

giovedì 15 ottobre 2009

L'EUROPA CHIAMA E IL MINISTRO NON RISPONDE

L'assessore all’Ambiente della Regione Calabria, Silvio Greco, e l’eurodeputato Mario Pirillo, hanno incontrato Stravos Dimas, Commissario europeo all’Ambiente, per presentare la difficile situazione creatasi in Calabria a seguito del ritrovamento della «nave dei veleni».
«Il Commissario - si legge in una nota dei due esponenti politici - ha molto chiara la situazione e ci ha informato che già il 21 settembre ha inviato una lettera al ministro Prestigiacomo, per acquisire informazioni in particolar modo sulla natura del carico e su come il Governo italiano intenda intervenire per la bonifica.
Il Commissario, con forte rammarico, ci fa presente che a oggi nè il Ministro nè il Governo italiano hanno dato seguito e che spera di avere risposte direttamente dal Ministro, mercoledì prossimo in occasione della riunione consiglio europeo dell’ambiente».
L'assessore Greco ha dichiarato: «Sono rimasto molto colpito dalla conoscenza specifica dei fatti e dalla sensibilità dimostrata dal Commissario ed anche dalla sua preoccupazione rispetto alle conseguenze, ambientali, sociali ed economiche che già stanno scaturendo a eseguito di questo episodio».
Greco ha altresì consegnato il filmato del ritrovamento e una serie di documenti tecnici specifici concordati preventivamente con le ONG (green peace, WWF e Legambiente).
Pirillo, membro della commissione ambiente del parlamento europeo, dal canto suo, ha dichiarato: «A un mese dal ritrovamento, il governo non si è ancora mosso, la popolazione è allarmata e i pescatori sono alla fame. La popolazione è giustamente preoccupata, e occorre che subito sia fatta luce sulla natura dei rifiuti ritrovati».

tratto da "Il Quotidiano della Calabria " 14 ottobre 2009

sabato 10 ottobre 2009

STANZIATI 15.000 EURO PER PULIRE LE FIUMARE VENA E MOLARO

Montebello Jonico – Intanto mentre si pensa al tavolo tecnico il Comune beneficia di 15.000 euro concessi sotto forma di contributo dalla Provincia per pulire e bonificare i torrenti Vena e Molaro I e II.

Si tratta di una somma che serve per ridare dignità ai corsi d’acqua inquinati da chi scarica a cielo aperto materiali ed oggetti di ogni genere.

Eternit, cancerogeni perché costruiti con amianto, cucine a gas, frigoriferi, congelatori e altro materiale viene riversato là dove “nessuno” vede o nessuno intende vedere.
Così si inquinano la fiumare e di conseguenza le falde acquifere che si trovano proprio nel prossimo sottosuolo.

Un vero e proprio gatto che si morde la cosa. Ma i cittadini non ci pensano. Soprattutto chi inquina non pensa che l’acqua limpida del proprio rubinetto forse è inquinata dagli stessi scarti depositati in luoghi insoliti dallo stesso.

Ed invece tutto continua. Si inquinano montagne, fiumare, colline e così via senza mai pensare che il danno prima o poi si ritorce contro.

il dramma e che poi a pagare sono tutti i cittadini così come il caso delle navi dei veleni.

Così mentre i torrenti Vena- Molaro I e II iniziano ad essere “depurati” il Camatore, il S. Elia e gli altri affluenti aspettano. Il S. Elia, in prossimità di Fossato e dell’Annunziata è ricco di eternit e di altri rifiuti di ogni genere.
Pochi finanziamenti non bastano per cambiare le cattive abitudini a chi pensa di avere discariche sotto casa.

Certamente è bene pulire ma bisogna assicurarsi che subito dopo non si ritorna al punti di partenza.

I controlli saranno intensificati ma ciò che deve cambiare è la cultura del cittadino il quale se compie gesti simili, sicuramente non è consapevole al cento per cento del danno ambientale che sta compiendo. Forse pensa di avere solo sporcato un po’.

Ed invece non è così. Per questo forse le azioni di piazza con manifestazioni e conferenze che spieghino il danno che si reca alla collettività e a sé stessi, dovrebbero iniziare al più presto così come ai più piccoli andrebbero proposte lezioni di educazione ambientale su dati concreti.

Le nostre fiumare potrebbero essere un vero e proprio laboratorio aperto per formare i giovani, uomini del domani. Forse, così, in futuro non saranno necessari finanziamenti per pulire le fiumare ma forse per costruire delle green ways, per poter correre lungo i corsi d’acqua per gustare meglio la natura così come si fa in tanti posti d’Europa.

Vincenzo Malacrinò
pubblicato su "Il Quotidiano della Calabria"

DISSESTO IDROGEOLOGICO: CONVOCATO UN TAVOLO TECNICO

Montebello Jonico –Eventi calamitosi, frane, smottamenti e quanto descritto proprio tra la pagine di questo giornale, così come il pericolo massi che nei giorni scorsi ha interessato il tratto di provinciale che si trova prima dell’abitato di Montebello, hanno indotto il sindaco di Montebello Nino Guarna a inviare una lettera alla Prefettura di Reggio Calabria, alla Regione e alla Provincia per convocare un tavolo tecnico sul problema del dissesto idrogeologico.

Si tratta di un problema serio, ha affermato Guarna, col quale ci dobbiamo misurare e confrontare prima dell’emergenza.

Da qui la convocazione alle ore 10,30 di giorno 21 ottobre.

Certamente il disastro di Messina e quelli ambientali in generale, frutto del cambiamento climatico, hanno indotto anche il Comune di Montebello a voler ragionare su un tema così forte dal momento che diverse sono le abitazioni, in diversi centri, costruite in prossimità dell’alveo delle fiumare.

Il fenomeno “dissesto” si è fatto sentire nel periodo invernale, così come evidenziato nella lettera inviata dal Comune ai destinatari. “Il territorio comunale, è stato interessato da eventi peteorici avversi che hanno causato un diffuso dissesto idrogeologico (frane, allagamenti, erosione costiera) su tutto il territorio”.

Il sindaco specifica che si tratta di fenomeni “che si ripeteranno” e quindi da studiare e prevenire con largo anticipo.

Si tratta di “caduta di blocchi di roccia anche metrici, sulla prociale S. Elia – Fossato, ed in particolare nel tratto Masella - Montebello”. Ma non è solo questo.

Il problema “rischio idrogeologico” presenta punti di criticità in alcune aree del territorio e tra queste il primo posto lo occupa Masella a causa di un movimento serio della frazione argillosa, soprattutto nella parte che si trova subito dopo l’ingresso.

Proprio su quell’area è stata costruita la Chiesa. Nel periodo successivo i muri antistanti, di contenimento si sono aperti lasciando intravedere i ferri verticali liberi ornai all’aria.

Non solo il muro di contenimento della Chiesa si è aperto ma si è piegato un altro muro un pò più a monte dedito a sostenere il campetto che ormai si trova con i gabbioni appesi.
Un’rea a rischio “movimento” ed in continua evoluzione.

Ma non è certamente la sola dal momento che più aventi proprio lungo la provinciale, qualche altra abitazione è stata sostenuta con pali e qualche altra si trova in condizioni pessime.

Ma il problema non è solo legato alle piogge ma anche al fuoco e quindi agli incendi. Nella lettera a firma di Guarna si evidenzia che nel periodo estivo questi ultimi “hanno aggravatole criticità preesistenti”.

Di fatto la caduta massi lungo la provinciale è dovuta a fenomeni di instabilità di alcune aree ma anche all’assenza di vegetazione che avrebbe evitato fenomeni di ruscellamento e le azioni franose.

Nei giorni scorsi, la provinciale è stata teatro di “grandi cadute”.

Massi giganti sono crollati al suolo con il rischio di provocare vere e proprie sciagure.

E proprio in quel tratto di strada il rischio “caduta massi” è altissimo.


Per questo forse sarebbe il caso di investire seriamente sulla provinciale e non solo con rifacimento di piccoli muretti e allargamento di qualche metro delle curve.

Il sindaco, precisa che è necessario un intervento mirato sulla provinciale al fine di evitare i tratti di criticità.

Vincenzo Malacrinò

Pubblicato su "il Quotidiano della Calabria"
nelle foto delle colate di fango risalenti all'inverno del 2008, lungo la provinciale di Montebello Jonico

LIBERTA' DI STAMPA, LA FNSI PARLA IN EUROPA

BRUXELLES – La delicata questione della libertà, o meglio della mancanza di libertà nell’informazione italiana è approdata al Parlamento europeo: ieri la Giunta della Federazione nazionale della stampa italiana, di cui è componente Carlo Parisi, segretario del Sindacato dei Giornalisti della Calabria, ha incontrato i vertici di Bruxelles per ribadire il diritto, in Italia e in Europa, ad una stampa senza guinzaglio.

“L’occasione ufficiale era quella del dibattito in aula – riferisce Carlo Parisi – sull’informazione e il pluralismo in Europa, partendo dalla vicenda italiana, ma non sono mancati momenti di confronto diretto con le istituzioni europee, alle quali abbiamo chiesto un impegno concreto affinché siano assicurati in tutti i Paesi dell’Unione la piena ed effettiva libertà di stampa e di opinione ed il pluralismo dei media, senza interferenze delle autorità pubbliche o di altri poteri”.

D’altra parte “la tutela di una stampa libera – incalza Parisi, rifacendosi a quanto discusso a Bruxelles – rientra tra i compiti primari dell’Europa, chiamata a difendere giornalisti e cittadini, in nome dell’articolo 11 della Carta fondamentale dei diritti dell’Unione stessa: eliminare, o quantomeno allentare, le restrizioni che, oramai quotidianamente, vengono imposte da assurde logiche di potere, di qualsiasi colore o matrice, devono rappresentare un obiettivo imprescindibile e comune”.

Spunti di riflessione – e di lavoro, all’insegna della cooperazione – sono arrivati anche dall’incontro che l’esecutivo del Sindacato dei giornalisti ha avuto, al termine della seduta parlamentare, con i vertici della Federazione internazionale della stampa.
E proprio da Aidan White, segretario generale dell’Associazione internazionale, è arrivata un’amara consolazione: “I problemi non ci sono soltanto in Italia – ha detto White – dove, in questo momento, si registrano i pesanti effetti dei conflitti di interesse, ma esistono in diversi Paesi.
L’obiettivo comune dev’essere quello di approdare ad una Carta del giornalismo europeo che abbia come fondamento il rispetto dei diritti sociali e del salario minimo, ovvero il rispetto degli standard minimi, in tutti i 27 Paesi dell’Unione”.


n.g.