Si tratta di un problema serio, ha affermato Guarna, col quale ci dobbiamo misurare e confrontare prima dell’emergenza.
Da qui la convocazione alle ore 10,30 di giorno 21 ottobre.
Certamente il disastro di Messina e quelli ambientali in generale, frutto del cambiamento climatico, hanno indotto anche il Comune di Montebello a voler ragionare su un tema così forte dal momento che diverse sono le abitazioni, in diversi centri, costruite in prossimità dell’alveo delle fiumare.
Il fenomeno “dissesto” si è fatto sentire nel periodo invernale, così come evidenziato nella lettera inviata dal Comune ai destinatari. “Il territorio comunale, è stato interessato da eventi peteorici avversi che hanno causato un diffuso dissesto idrogeologico (frane, allagamenti, erosione costiera) su tutto il territorio”.
Si tratta di “caduta di blocchi di roccia anche metrici, sulla prociale S. Elia – Fossato, ed in particolare nel tratto Masella - Montebello”. Ma non è solo questo.
Il problema “rischio idrogeologico” presenta punti di criticità in alcune aree del territorio e tra queste il primo posto lo occupa Masella a causa di un movimento serio della frazione argillosa, soprattutto nella parte che si trova subito dopo l’ingresso.
Proprio su quell’area è stata costruita la Chiesa. Nel periodo successivo i muri antistanti, di contenimento si sono aperti lasciando intravedere i ferri verticali liberi ornai all’aria.
Non solo il muro di contenimento della Chiesa si è aperto ma si è piegato un altro muro un pò più a monte dedito a sostenere il campetto che ormai si trova con i gabbioni appesi.
Un’rea a rischio “movimento” ed in continua evoluzione.
Ma non è certamente la sola dal momento che più aventi proprio lungo la provinciale, qualche altra abitazione è stata sostenuta con pali e qualche altra si trova in condizioni pessime.
Ma il problema non è solo legato alle piogge ma anche al fuoco e quindi agli incendi. Nella lettera a firma di Guarna si evidenzia che nel periodo estivo questi ultimi “hanno aggravatole criticità preesistenti”.
Di fatto la caduta massi lungo la provinciale è dovuta a fenomeni di instabilità di alcune aree ma anche all’assenza di vegetazione che avrebbe evitato fenomeni di ruscellamento e le azioni franose.
Massi giganti sono crollati al suolo con il rischio di provocare vere e proprie sciagure.
E proprio in quel tratto di strada il rischio “caduta massi” è altissimo.
Per questo forse sarebbe il caso di investire seriamente sulla provinciale e non solo con rifacimento di piccoli muretti e allargamento di qualche metro delle curve.
Il sindaco, precisa che è necessario un intervento mirato sulla provinciale al fine di evitare i tratti di criticità.
Vincenzo Malacrinò
Pubblicato su "il Quotidiano della Calabria"
nelle foto delle colate di fango risalenti all'inverno del 2008, lungo la provinciale di Montebello Jonico
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